Vitamine

Le vitamine sono micronutrienti richiesti in quantità molto bassa pari alla quantità di milligrammi o microgrammi, sono composti naturali o di sintesi privi di valore energetico, in genere non sono sintetizzati dall’organismo o vengono prodotte solo in parte per cui devono essere assunti con la dieta come tali o come precursori. 

Le vitamine non hanno la funzione strutturale o di produrre energia ma servono come coenzimi, precursori di ormoni, molecole antiossidanti e substrati di reazioni specifiche.

Il livello di assunzione determina sia il fabbisogno di base che evita la comparsa di segni gravi di carenza sia il fabbisogno normativo che mantiene una riserva desiderabile corporea, in entrambi i casi i livelli da raggiungere dipendono da condizioni fisiologiche di età, sesso, gravidanza, allattamento e attività fisica.

L’ipovitaminosi è dovuto ad esclusione di alcuni alimenti dalla dieta, mal trattamento dei cibi, malassorbimento, diete ipocaloriche e terapia farmacologica mentre si parla di ipervitaminosi per eccessiva assunzione principalmente da integratori.

Vitamina A

Il trans-retinolo ha una struttura formata da un’anello beta iononico importante per l’attività che si trova anche nella struttura dei carotenoidi con azione provitaminica, quattro unità isopreniche che terminano con un gruppo alcolico esterificato con acidi grassi come l’acido palmitico nelle riserve del fegato e del tessuto adiposo.

Il retinale ha un ruolo nella visione e l’acido retinoico è un ligando di fattori trascrizionali, l’enzima di conversione tra le varie forme è il retinolo deidrogenasi.

La vitamina A ha funzione visiva di adattamento alla luce corpuscolare infatti 11-cis retinale si lega alla opsina sul recettore di lisina e si forma la rodopsina nella cellula bastoncellare che inizia il ciclo retinoide dove si forma il trans retinale per fotoisomerizzazione con luce assorbita a 500 nm permettendo la visione, il ciclo continua formando il trans retinolo estere che riformerà l’11 cis- retinale.

Il trans retinolo ha funzione azione antiossidante e favorisce la crescita corporea, il funzionamento del sistema immunitario, il mantenimento dell’integrità della cute e delle mucose.

L’acido retinoico ha funzione trascrizionale lega recettori RAR per l’acido retinoico tutto trans o RXR per l’acido 9-cis retinoico, formando un dimero che legano altri dimeri come recettore PPAR+ acido grasso, calcitriolo + recettore o ormoni tiroidei e recettore in modo da attivare nel nucleo fenomeni di trascrizione necessari per il differenziamento, proliferazione cellulare e sviluppo embrionale -fetale .

La vitamina A ha anche funzioni immunitarie regolando l’espressione di enzimi per la sintesi di glicoproteine epiteliari e per la sintesi di mucina, inoltre riduce la produzione di citochine proinfiammatorie TNF, IL2 e favorisce i Treg, un’altra funzione è quella antianemica perchè aumenta la disponibilità di ferro inorganico per contrasto ai fitati vegetali presenti nei cibi integrali che impediscono al ferro di essere assorbito.

Le fonti di vitamina A sono di origine animale come il fegato, olio di fegato di pesce, latte non scremato, pesce, carne, formaggi, tuorlo d’uova, non resiste alla luce ma al calore.

Il retinolo viene assunto come estere palmitato per diffusione facilitata nell’intestino o diffusione semplice se in alte concentrazioni, si forma il retinolo per idrolisi sull’orletto a spazzola da parte del retinolo estere idrolasi e per azione della lipasi pancreatica biliare con assorbimento del 70-90%, successivamente nell’enterocita si lega a CRBP cellular retinol binding protein e si forma il retinale e per azione dell’enzima LCAT lecitina retinolo acil trasferasi si forma il retinolo estere che viene inglobato nei chilomicroni .

Il retinolo estere che arriva nell’epatocita si lega a CRBP si forma sia il retinolo che il retinale e nell’ultima fase l’acido retinoico, il retinolo viene reisterificato dall’enzima LCAT e inglobato nelle VLDL, il retinolo viene captato in periferia e legato ai recettori RBP per entrare nella cellula o a recettori CRBP, CRALBP nella retina.

Le riserve sono di 300-900 ml come estere palmitato nel fegato al 90% e al 10% nel tessuto adiposo intraperitoneale, nel rene e nei polmoni.

Assunzioni giornaliere raccomandate : nei maschi 700 microgrammi da 15 anni in poi e nelle gestanti, nelle femmine 600 microgrammi dagli 11 anni in poi, 1000 microgrammi nelle nutrici, l’assunzione giornaliera adeguata per i lattanti è 450 microgrammi, un RE corrisponde a 1 mcg di retinolo e 6 mcg di betacarotene , la dieta fornisce in genere 600-700 RE, spesso viene indicata come RAE retinol activity equivalent/ die che considera l’insieme vitamina A+ betacarotene provitamina A per cui 1RAE = 1RE = 1 microgrammo di retinolo.

La carenza di vitamina A  è dovuta a condizioni che danno mancata assunzione di alimenti che contengono la vitamina e che contengono betacarotene ( la bioconversione considera il rapporto retinolo: betacarotene: altre provitamine 1:12:24) , in caso di malnutrizione, eccesso di alimenti cotti, un’elevato uso di oli minerali come lassativo, condizioni di malassorbimento, alcolismo, parassiti e carenza del trasportatore RBP.

Gli effetti di carenza sono molteplici come l’emeralopia cioè la difficoltà della visione notturna, alterazioni cutanee indicata come ipercheratosi con segni iniziali reversibili, danni corneali fino a cheratomalacia irreversibile, inibizione della crescita, malformazioni fetali, deformazioni ossee, degenerazione dei tessuti epiteliari , carenza di ferro e aumento della suscettività a infezioni.

La vitamina A viene supplementata con integratori o farmaci  in caso di ipovitaminosi e in condizioni di rischio di carenza, spesso anche come prevenzione di alcuni tipi di cancro.

Quando si aspetta un bambino non bisogna superare i 6 mg al giorno per rischio fetale di malformazioni, l’eccessiva assunzione in adolescenza è una quantità maggiore di 2800 microgrammi e in età adulta maggiore di 3000 microgrammi che può provocare cefalea, insonnia, ipercalcemia, rischio di osteoporosi in persone anziane e donne in  postmenopausa e alterazioni cutanee.

L’aumento di tossicità della vitamina A si verifica in presenza di farmaci retinoidi che inducono crescita e differenziamento cellulare dell’epitelio, con farmaci epatotossici come il paracetamolo e isoniazide con aumento dei danni sul fegato e alimenti grassi che favoriscono l’assorbimento della vitamina, la vitamina A agisce sugli anticoagulanti orali riducendone l’effetto.

La valutazione dello stato nutrizionale avviene con test di percezione della luce, misura dei livelli plasmatici di retinolo e immunoassay del RBP ovvero il rapporto RBP/retinolo 1:1.

Carotenoidi

La struttura dei carotenoidi comprende due anelli beta- iononici legati da una catena di 8 unità isopreniche con doppi legami coniugati, sono presenti nelle piante  con colore diverso in base al numero dei doppi legami che danno capacità di assorbire luce a diversa lunghezza d’onda, alcuni composti hanno funzione vitaminica chiamati pro-vitamina A.

I carotenoidi sono divisi in due gruppi caroteni e xantofille, quest’ultime hanno una diversità di struttura visto che contengono anche atomi di ossigeno sottoforma di ossidrile, la funzione è quella si assorbire la luce solare nelle piante, in natura esistono più di 600 carotenoidi tra i caroteni i composti alfa, beta e gamma – carotene il più importante per l’uomo è il beta carotene precursore della vitamina A necessaria per la visione.

Il gruppo delle xantofille comprende zeaxantina, cantaxantina e luteina di struttura simile al beta- carotene ma con due ossidrili nella struttura, presente nella retina per favorire la visione e proteggere la retina dallo stress ossidativo.

Il beta-carotene si trasforma in vitamina A e fa parte del sistema antiossidante in sinergia con vitamina C, vitamina E e selenio si trova principalmente in frutta e verdura giallo arancio come arance, prugne e pesche e di colore verde come spinaci e broccoli, l’assunzione giornaliera raccomandata è di 6 mg, questo carotenoide viene degradato dalla luce, dall’ossigeno e dalla cottura prolungata delle verdure.

I carotenoidi hanno funzione antiossidante poichè si decompongono poco ai raggi UV proteggendo i lipidi dall’ossidazione per questo il licopene ha effetto preventivo nei riguardi di alcuni tipi di tumore dell’apparato digerente come del colon-retto e cavo orale ma anche della prostata, pelle e seno, prevenzione di malattie cardiovascolari , osteoporosi e effetto anti-invecchiamento, presente nel pomodoro, salsa di pomodoro, papaia, uva rossa, fragole, melone, e pompelmo rosa.

Anche la luteina e il suo isomero zeaxantina hanno funzione antiossidante si trovano principalmente nella retina e impediscono la progressione della cataratta neutralizzando i radicali in eccesso si trovano nel tuorlo d’uovo, arancia e nei vegetali verdi come cavolo, spinaci ,zucchine, broccoli e insalate, può essere assunto con integratori antiossidanti insieme a zinco e vitamina E in modo da prevenire degenerazione maculare, la cataratta e dare protezione della pelle.

I carotenoidi regolano l’espressione genetica come la cantaxantina che regola la sintesi di connessina una proteine che forma legami fra cellule adiacenti, una mancanza di legame fra le cellule provoca una proliferazione incontrollata fra le cellule.

Per quanto riguarda l’assorbimento i carotenoidi non sono esterificati quindi sono più lipofili per questo sono assorbiti poco per diffusione semplice, il betacarotene viene assorbito come tale e successivamente scisso dall’enzima diossigenasi presente nella mucosa intestinale in due molecole di retinale, una scissione inversamente proporzionale allo stato nutrizionale di vitamina A, per azione dell’enzima retinale reduttasi si forma il retinolo.

L’assunzione giornaliera è circa 6 grammi principalmente licopene e beta carotene poi luteina e zeaxantina, la biodisponibilità di assorbimento varia dal 2 al 50% in dipendenza di fattori come la cottura, 1RAE = 2 RE = 12 microgrammi di beta carotene trans degli alimenti = 24 microgrammi di altri caroteni provitamine negli alimenti, 1 REA = 2 microgrammi di beta carotene trans da supplemento.

Dopo l’assorbimento si trovano in circolo legati a lipoproteine, si accumulano principalmente nel fegato, tessuto adiposo, milza e midollo osseo, in alte concentrazioni anche nelle ghiandole del surrene.

L’alfa carotene ha potere antiossidante è presente negli ortaggi giallo- arancio come arance, prugne e pesche e in ortaggi verdi come spinaci e broccoli, i livelli plasmatici sono inversamente associati al rischio di mortalità per tumori e malattie cardiovascolari.

L’astaxantina ha proprietà antiossidanti e antinfiammatorie nel sistema nervoso e nella retina, viene estratta da alghe e viene usata nella degenerazione maculare, migliorare l’efficienza fisica e per il trattamento della demenza.

Il beta carotene viene supplementato in alcune condizioni come la protoporfiria eritropoietica una malattia ereditaria a carico del metabolismo dell’eme con accumulo di protoporfirina nel sangue, negli eritrociti e nei tessuti, si manifesta generalmente nella prima infanzia, subito dopo la prima esposizione al sole con sintomi cutanei di fotosensibilità dolorosa acuta, eritema ed edema, a volte con petecchie, associate a una sensazione di prurito e bruciore, subito dopo l’esposizione alla luce solare o alla luce artificiale (400-700 nm), senza bolle, oppure nella prevenzione di tumori come del seno o dell’ovaio quest’ultimo dopo la menopausa, ma anche nella affaticabilità dell’anziano e condizioni di stress.

Gli integratori di beta carotene servono anche a potenziare la difesa antiossidante per questo sono usati nella terapia della degenerazione maculare in associazione con zinco vitamina C, vitamina E e luteina che hanno anch’essi azione contro i radicali liberi.

Vitamina D

La vitamina D2 chiamata ergocalcifenolo è meno attiva biologicamente della vitamina D3, colecalciferolo, la D2 deriva dalla trasformazione dell’ergosterolo contenuto nelle piante, per azione dei raggi UVB e viene assunta direttamente da alcuni alimenti di origine vegetale come le verdure verdi e i funghi.

La vitamina D3 è assunta dagli alimenti di origine animali come l’olio di fegato di merluzzo, salmone, sgombro, sardine, tonno, aringhe, carne di maiale e di vitello, tuorlo d’uovo, burro, latte e fegato, molto scarso nella frutta, verdura e noci, ma la principale fonte di vitamina D3 è la produzione umana a partire dal precursore 7-deidrocolesterolo presente nello strato basale dell’epidermide per effetto dell’esposizione ai raggi UVB della luce solare, un processo chiamato fotolisi a una lunghezza d’onda di 280-315 nm.

Negli Stati Uniti viene prodotto il latte fortificato con vitamina D,  per evitare nei bambini la carenza che provoca il rachitismo, difetto della ossificazione della matrice osteoide, una malattia sconosciuta nei paesi tropicali ma spesso presente nei paesi della Scandinavia e tra gli Esquimesi per poca esposizione solare.

L’esposizione giornaliera di circa 30 minuti al Sole soddisfa il fabbisogno giornaliero di vitamina D, la sintesi endogena però è sfavorita negli anziani che si espongono poco alla luce solare ma anche quando si usano creme solari con filtri UVB e a causa dell’inquinamento.

I LARN 2014, raccomandano un’assunzione giornaliera di 15 microgrammi per gli adulti, 20 microgrammi negli anziani con età maggiore di 75 anni e 15 microgrammi in gravidanza e allattamento, esiste un UL di 65-75 microgrammi al giorno nei bambini e 100 microgrammi/ giorno in adolescenti e adulti.

L’assorbimento delle vitamine D2 e D3 avviene nell’intestino tenue per diffusione passiva favorita dai lipidi, nel fegato avviene la trasformazione in 25-idrossicolecalciferolo (calcifediolo), l’enzima coinvolto è la 25-idrossilasi mitocondriale o microsomiale sul quale non avviene regolazione.

Nel rene sul calcifediolo avviene una seconda idrossilazione che forma il 1,25-diidrossicolecalciferolo (calcitriolo) che agisce sulla mucosa intestinale, osso e rene, l’enzima coinvolto nella reazione è 1-idrossilasi mitocondriale che rappresenta il punto di regolazione dell’intero metabolismo della vitamina D, nell’apparato renale si forma anche 1,24,25-triidrossicolecalciferolo che viene eliminato con la bile.

L’enzima 1-idrossilasi viene attivata in caso di ipoglicemia per produrre 1,25(OH)2 D3, si attiva anche dall’aumento del PHT, dalla diminuzione di fosfato e dalla carenza dello stesso calcitriolo, in caso di iperglicemia dal 25 OH D3 si produce il 24,25(OH)2 D3, una forma non attiva della vitamina D.

Dopo  l’assorbimento la vitamina D viene incorporata nei chilomicroni, entra nel citoplasma delle cellule come 1,25 diidrossi D3, legandosi sulla superficie cellulare alle vitamin binding protein e attraversando la membrana cellulare per diffusione passiva,  successivamente si lega ai recettori VDR formando un’eterodimero che viene trasferito nel nucleo, dove si unisce al dimero di acido retinoico + RED RXR (recettore dell’acido 9-cis-retinoico) per formare VDRE, vitamin D response elements che trascrive sui geni la proteina di risposta.

L’azione a livello trascrizionale dell’eterodimero di vitamina D serve per numerose funzioni biologiche:

  •  il mantenimento dell’omeostasi del calcio, favorendo l’assorbimento intestinale del minerale attraverso la trascrizione di geni per il trasportatore e per la proteina legante il calcio;
  • la mineralizzazione ossea;
  • le attività biologiche sistemiche regolando il 3% dell’espressione del genoma e il controllo dei processi di proliferazione e di differenziazione dei diversi tipi di cellule;
  • regolazione del sistema endocrino insulina – glucagone e della renina- angiotensina, del sistema immunitario, cardiovascolare e muscolare;
  •  effetto preventivo verso alcuni tipi di tumore come del cancro al colon-retto.

La vitamina D aumenta la calcemia e la fosforemia, facilitando l’assorbimento intestinale delle quantità assunte con gli alimenti e a livello renale favorisce l’assorbimento di calcio.

Le ghiandole paratiroidi rispondono in caso di ipocalcemia, favorendo la produzione del PHT che agisce sull’osso per rilasciare il calcio e aumentando la concentrazione plasmatica, la vitamina D trasformata nel fegato in 25 (OH) D3, nel rene diventa calcitriolo, un processo favorito anche dal PHT.

Il calcitriolo diminuisce l’escrezione renale di calcio e agisce nell’intestino per aumentarne l’assorbimento e elevare la concentrazione plasmatica. 

La calcitonina è una proteina sintetizzata dalla tiroide con la caratteristica di avere un’azione ipocalcemizzante quando il calcio si trova a valori superiori della concentrazione fisiologica, viene secreta quando la concentrazione di calcio +2 aumenta nel sangue e inibisce il riassorbimento osseo da parte degli osteoclasti, mentre in altri tessuti ha un’azione paracrina per il trasporto dei protoni, nel bilancio acido – base, per la secrezione di prolattina e nella mobilità intestinale.

La calcitonina di salmone è più attiva di quella umana e viene usata per il trattamento dell’osteoporosi ma non nella prevenzione perché meno efficace dei farmaci bifosfonati, inoltre ha un’effetto analgesico sui dolori muscolo- scheletrici.

Ci sono altri fattori che influenzano il metabolismo del calcio e del fosforo per esempio i  glucocorticoidi che diminuiscono l’attività degli osteoblasti e l’assorbimento di calcio indotti da ipocalcemia e dalla secrezione di PHT con perdita anche di fosforo,  poi gli ormoni tiroidei che stimolano il riassorbimento osseo di calcio, l’ormone della crescita che stimola la crescita tramite l’azione dell’IGF e favorisce la sintesi dell’enzima renale 1 alfa idrossilasi che aumenta le concentrazioni del 1,25 (OH)2, l’insulina che stimola la produzione del collagene da parte degli osteoblasti e dagli ormoni estrogeni sessuali.

Per la popolazione italiana, la vitamina D ottenuta da ergosterolo e dal 7-deidrocolesterolo è in concentrazione sufficiente per soddisfare il fabbisogno, quest’ultimo va soddisfatto sempre dall’alimentazione o dall’uso di integratori.

Sono a rischio di carenza di vitamina D, gli anziani non solo perché si espongono poco al Sole ma per la minore produzione dalla molecola precursore, per l’ incapacità di formare il calcitriolo da parte del rene e per il minore assorbimento intestinale.

L’ipovitaminosi D, riduce l’assorbimento di calcio intestinale e genera ipofosforemia, ipocalciuria e un’aumento del PHT, determinando l’ iperparatiroidismo secondario per ipocalcemia, con minore mineralizzazione dello scheletro.

Nei bambini una carenza severa provoca il rachitismo, negli adulti l’osteomalacia per mineralizzazione dell’osso insufficiente, che causa osteoporosi.

La carenza di calcio nell’osteoporosi, viene spiegata a livello molecolare dalla mancanza dell’azione dell’ormone, mancanza di disponibilità del calcitriolo per IRC e per deficit dell’idrossilazione del 25 (OH) D3, dovuto all’utilizzo di farmaci anti-convulsivanti o per cirrosi epatica.

La carenza lieve causa debolezza muscolare, dolori ai muscoli e alle ossa, provoca anemia e negli anziani maschi aumenta il rischio di caduta e delle alterazioni neuro-psicologiche con aumento del rischio del declino cognitivo e della depressione, predispone al diabete, sindrome metabolica, ipertensione e malattie cardiovascolari.

Si supplementa la vitamina D, sia con integratori che con alimenti fortificati e con farmaci, le condizioni principali che richiedono l’integrazione sono diverse tra cui la carenza quando non è possibile rimuovere la causa, in caso di osteomalacia e di rachitismo, ipofosfatemia familiare, ipocalcemia e sindrome di Falconi, per la prevenzione e la cura dell’osteoporosi, in caso di terapia con eparina che aumenta il rischio di fratture e in presenza di miopatia da statine.

La vitamina D, non ha un ruolo positivo accertato nelle malattie cardiovascolari ma è in grado di dare prevenzione nelle neoplasie come nel tumore del colon-retto, importante nella riduzione della sclerosi multipla, nella malattia di Parkinson e nella demenza inoltre da minore incidenza del DM2, potenzia il SI e previene le malattie virali, viene supplementata nell’osteoporosi e quando c’è rischio di frattura nell’anziano, in quantità tra 10-20 microgrammi al giorno insieme a 1-1,5 grammi di calcio.

Gli integratori di vitamina, interferiscono con l’alluminio per cui il supplemento viene assunto 2 ore prima o 4 ore dopo l’assunzione di antiacidi, aumentano l’azione della Digossina, un farmaco anti aritmico incrementandone la pericolosità, riducono l’azione dei calcio antagonisti mentre con i diuretici tiazidici c’è rischio di ipercalcemia e aumentano l’assorbimento di magnesio.

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Il rimedio naturale per la pressione arteriosa è la vitamina D

È la carenza di vitamina D che causa la depressione?

Fonti alimentari naturali di vitamina D

Nutraceuticabioch.: L’uomo che ha venduto l’America alla vitamina D, approfittando degli eventi

Acido folico (vitamina B9)

I folati sono un gruppo di composti chimici eterociclici con lo scheletro di acido pteroico coniugato con una o più unità di L-glutammato, l’acido folico è un monoglutammato chiamato anche acido pteroilglutammico, i folati sono poliglutamiltetraidrofolati con fino 9 unità di L-glutammato, sono legati ad una unità monocarboniosa e la riduzione dell’anello pteridinico forma il 7,8-diidrofolato DHF e il 5,6,7,8-tetraidrofolato THF.

Quali sono le forme funzionali coenzimatiche? 

La sostituzione con una unità monocarboniosa dell’idrogeno in N10 o N5 del THF forma i coenzimi quali:

  • N5-metile THF;
  • N5,N10-metilene THF;
  • N5,N10-metenile THF;
  • N5-fornimmino THF;
  • N10-formile THF.

L’acido folico per riduzione e per metilazione forma il poliGlu cioè i folati, una forma intracellulare mentre i monoGlu sono una forma di trasporto, la sintesi dei poliGlu avviene dal 7,8-diidrofolato DHF, successivamente l’azione dell’enzima diidrofolato riduttasi Nadph dipendente (DHFR) forma il THF, la struttura coenzimatica.

Differenze chimiche e metaboliche, oltre ad un diverso effetto biologico 

  • l’acido folico è stabile in vitro;
  • i folati alimentari sono stabilizzati da antiossidanti come la vitamina C e nei tessuti dal legame con proteine ed enzimi con un lento ricambio che avviene ogni 100-200 giorni.

Il cofattore N5,N10-metilene THF serve nella per la sintesi della tiamina dall’uracile a partire dal deossinucleotide monofosfato, una tappa limitante per la replicazione del DNA, il cofattore N10-formile THF serve per la sintesi delle purine fornendo carbonio per le posizioni 2-8, il cofattore N5-metile THF permette la sintesi di metionina dall’omocisteina, una delle due reazioni in cui interviene la vitamina B12.

La funzione della vitamina B12 è strettamente correlata alla funzione del folato

Le manifestazioni cliniche di carenza di folato e di vitamina B12 sono simili e si parla spesso di ”trappola del folato” quando i sintomi di carenza di vitamina B12 viene indicata come carenza di folato, la supplementazione di folato elimina i sintomi ma si possono verificare problemi neurologici attribuiti solo alla carenza di vitamina B12.

L’acido folico è una vitamina idrosolubile chiamata vitamina B9, riveste un ruolo chiave nella crescita dei tessuti in gravidanza, nello sviluppo e nella maturazione ovocitaria nel processo riproduttivo e contribuisce allo sviluppo di tutte le cellule in particolare dei globuli rossi perché i folati favoriscono la duplicazione del DNA e delle proteine.

L’acido folico è importante per lo sviluppo del SNC nell’embrione e la carenza in gravidanza aumenta il rischio di parto prematuro, aborto spontaneo, distacco della placenta e malformazioni congenite come il difetto del tubo neurale DNT.

Nutraceuticabioch.: L’acido folico può prevenire il ritardo del linguaggio dei bambini con madri epilettiche

Riboflavina (vitamina B2)

L’assunzione giornaliera raccomandata nei maschi è 1,6 mg e per le femmine 1,3 mg dai 15 anni in poi, mentre in gravidanza e allattamento 1,8 mg.

La carenza è associata in genere al deficit di altre vitamine del gruppo B, le persone  carenti di vitamina B2 sono spesso anziani che mangiano cibi cotti, gli sportivi, gli alcolisti e i fumatori.

Le principali fonti alimentari: fegato, carne rossa, lievito di birra, pesce, latte, uova, pollo, fagioli, mandorle, verdura a foglia verde, cereali integrali e funghi.

La riboflavina è una vitamina molto importante perchè interviene nel metabolismo energetico dei muscoli, nella attività cellulare e nella rigenerazione cellulare e delle mucose. La carenza provoca alterazioni della cute, lingue e bocca, ipersensibilità alla luce, alterazione della cornea, capogiri, insonnia e depressione.

I supplementi di vitamina B2 sono somministrati per la prevenzione di emicrania e di cataratta e non presenta interazioni farmacologiche con anticolinergici, antidepressivi e con il minerale ferro.

Nutraceuticabioch.: Sciroppo d’acero

Vitamina B3 (Niacina)

 

 

 

 

 

 

 

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