La carenza di ferro potrebbe essere un’indice da non sottovalutare

Il recente Congresso della Società Italiana di medicina interna, ha esaminato i principali effetti della bassa quantità di ferro negli anziani.

L’anemia per carenza di ferro o sideropenia è molto comune nelle persone con età maggiore dei 65 anni, la causa principale è nel 50% dei casi nutrizionale, per via di una dieta con scarso apporto di alimenti ricchi di questo minerale. Durante il 119° Congresso della Società Italiana di medicina interna ‘Simi’ a Roma, è stato presentato il nuovo progetto scientifico sulla sideropenia associata alle malattie croniche degli anziani e la possibile terapia innovativa.

Gli anziani spesso carenti di ferro

Il presidente della ‘Simi’ Francesco Perticone, durante il congresso ha specificato che circa un’anziano su cinque in Italia, è affetto da uno o più malattie croniche, presenta carenza di nutrienti e anemia sideropenica. L’anemia per carenza di ferro è una condizione molto frequente nel mondo che coinvolge oltre il 25% delle persone ed è responsabile di circa 800.000 morti l’anno.

La carenza di ferro è correlata alle malattie croniche, ma solo un caso su tre viene analizzato attraverso esami clinici di laboratorio, il rischio aumenta con l’età, ma i medici considerano una normale situazione il basso livello di ferro negli anziani fino a quando l’emoglobina non scende sotto i valori di 8-9 g/dl, (valori normali 12-13 g/dl). L’attuale progetto vuole dimostrare che la carenza di ferro è un’indice predittore delle malattie croniche e la sideropenia ha ripercussioni sul decorso clinico e sulla mortalità delle patologie.

Gestire la carenza di ferro in tempi rapidi

Il coordinatore dello studio Antonio Pietrangelo, direttore della divisione Medicina interna del Policlinico di Modena, ha presentato la nuova ricerca che coinvolge 2000 partecipanti anziani con malattie croniche, nei quali verrà analizzato l’effetto della carenza di ferro o della sideropenia e applicata una nuova strategia terapeutica con farmaci iniettabili innovativi, capaci di aumentare i livelli di ferro in tempi rapidi e limitare le complicanze dell’anemia, indipendentemente dalla risoluzione automatica in seguito alla terapia di alcune malattie croniche come per la broncopneumopatia cronica ostruttiva e lo scompenso cardiaco.

Secondo i ricercatori ‘Simi’, oltre alla nuova strategia terapeutica, occorrono altri importanti interventi sanitari per gestire e limitare le ripercussioni dell’anemia sideropenica sugli anziani, bisogna aggiornare le linee guida per uniformare le terapie nazionali e fornire maggiori raccomandazioni per la popolazione.

Fonte: La carenza di ferro e i possibili legami con le malattie croniche

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