Alla scoperta del pesce locale

pesce

La scelta del pesce locale e di specie poco conosciute aiuta la salute e l’ambiente. Il pesce e i frutti di mare sono molto importanti per la salute, ma la maggior parte delle persone non soddisfa l’assunzione raccomandata per una serie di motivi.

Molte persone mangiano pesce locale, non sempre presente in quantità elevate sul mercato, e sono molto attente all’ambiente preoccupadosi della pesca eccessiva, la buona notizia è la possibilità di scegliere pesce e frutti di mare meno comuni, ma sempre disponibili.

Le linee guida dietetiche 2015-2020 USA raccomandano di consumare molto pesce, specialmente le varietà a basso contenuto di mercurio, in sostituzione alla carne e al pollame. L’Environmental Protection Agency e l’FDA raccomandano per le donne e i bambini 2-3 porzioni (250-280 grammi per adulti e bambini fino ai dieci anni e porzioni minori per i bambini più piccoli) di pesce o di molluschi a settimana, per via degli innumerevoli benefici per lo sviluppo del cervello.

Nel 2014, in America il consumo settimanale di pesce è stato di circa 76 grammi, pari a un terzo del consumo raccomandato e si stima che 80-90% degli americani, ancora oggi non assumino la quantità raccomandata. Molte persone hanno delle scelte limitate anche se ogni anno sono vendute 300-500 specie di pesci e molluschi. Il  90% dei frutti di mare consumati in America proviene da 10 specie, le principali varietà di pesce e molluschi consumati sono i gamberetti, tonno in scatola, salmone, tilapia e pollock dell’Alaska, con una percentuale pari a circa il 75% del totale.

I mari e gli oceani sono stati per molti secoli considerati una generosità illimitata di cibo, ma la pesca eccessiva ha danneggiato le specie selvatiche, gli ecosistemi acquatici e le economie costiere. La pesca di una quantità di pesce maggiore della riproduzione naturale, ha portato la diminuzione della quantità prodotta ogni anno, sotto il livello della soglia normale, delle specie più longeve e al loro sfruttamento.

La pesca eccessiva mette in pericolo di estinzione le specie che normalmente si consumano, distrugge anche gli ecosistemi e uccide altri pesci e animali. Lo sfruttamento di una specie di predatori può portare a forti aumenti delle loro prede, ad esempio, l’eccessiva pesca degli squali comuni al largo delle coste sudorientali degli Stati Uniti, ha aumentato eccessivamente la quantità di cownose ray (razze), che hanno causato la distruzione della popolazione delle capesante. Anche i metodi di pesca contribuiscono allo sfruttamento e creano un danno collaterale, poiché il dragaggio di fondali marini e la pesca a strascico distruggono gli habitat di molte specie, rendendo alcune acque inabitabili. La pesca a strascico, le reti da imbrocco e la pesca con palangarie che utilizzano migliaia di linee contenenti moltissimi ami innescati, catturano e uccidono molte specie non bersaglio, note come catture accessorie, tra cui tartarughe marine, mammiferi marini, squali e albatros.

Secondo il National Marine Fisheries Service, i pesci e i molluschi  devono essere pescati  secondo sistemi di gestione sostenibile, necessari per tutti i prodotti ittici degli Stati Uniti, che conservano le specie non bersaglio e gli ecosistemi.

Una pesca sostenibile consiste nella raccolta delle stesse specie o simili con lo stesso tipo di attrezzi da pesca dagli stessi pescatori. Dalla fine del 2017, 30 tipi di specie di pesci sono stati inseriti nell’elenco della pesca eccessiva, mentre il numero sulla lista overfished è diminuito a 35. Dal 2000, 44 pescherecci definiti non sostenibili sono stati inglobati nel piano federale degli Stati Uniti, visto che la pesca del merluzzo statunitense del Pacifico, che comprende circa 90 specie, era sull’orlo dell’estinzione. Oggi la pesca sostenibile fornisce abbastanza pesce certificato per soddisfare 17 milioni di americani per un intero anno.

Accorciare la stagione di pesca, come strategia per prevenire la raccolta eccessiva, porta spesso a un comportamento frenetico “prendi tutto il possibile finché puoi” che crea molti problemi. Oggi la pesca usa quote individuali, che stabiliscono un limite totale di cattura sostenibile e ai pescatori viene assegnato un limite di raccolta in base alle necessità per tutto l’anno.

Più di tre quarti dei frutti di mare consumati negli Stati Uniti sono importati da altri paesi e la FDA ispeziona solo il 2% di queste importazioni. Il Consiglio nazionale per la difesa delle risorse (NRDC) raccomanda di scegliere specie locali, in modo da conoscere il produttore e il luogo di provenienza.

I pescatori di piccola dimensione e sostenibili impiegano metodi di cattura a impatto più basso come il gancio, la lenza, la posa di reti, le trappole e i programmi di attività nazionali  aiutano l’economia della pesca regionale. Le specie elencate sono raccomandate da EatTheseFish.com dell’Environmental Defense Fund e classificate come “Best Choice” o “Good Alternative” dal programma Seafood Watch di Monterey Bay:

  • Lingcod: presente solo sulla costa occidentale del Pacifico, si presenta con caratteristiche diverse dal merluzzo e viene allevato in modo sostenibile;
  • Longnose skate: sebbene le popolazioni della costa occidentale degli Stati Uniti siano diminuite dal 1900, una migliore gestione della pesca ha portato attualmente buoni  livelli di produzione;
  • Yellowtail rockfish: si trova lungo tutta la costa occidentale e si pescano a largo delle coste della California del Nord, dell’Oregon o dello Stato di Washington. La specie è vulnerabile alla pesca, ma un programma di gestione sostenibile evita la pesca eccessiva;
  • Chilipepper rockfish: viene pescata dalla Baja California alla British Columbia, lungo la costa centrale della California, dal gruppo di pescatori dalla California Groundfish Collective;
  • Red snapper:  per evitare l’estinzione della specie nel Sud dell’Atlantico, qualche anno fa, è iniziata la gestione sostenibile della pesca e delle imprese;
  •  Red grouper: alcune persone pensano che la cernia sia originaria della Florida Gulf Coast dove viene chiamata ”aragosta del Maine”, negli anni scorsi la pesca tradizionale ha messo in crisi la specie, oggi con i programmi di sostenibilità è attiva una buona produzione;
  •  Acadian redfish: noto anche come pesce persico, la specie ha toccato un minimo storico a metà degli anni ’80, ma attualmente la popolazione nell’Atlantico nord-occidentale statunitense è aumentata con la gestione sostenibile e la domanda dei consumatori è bassa, quindi i pescatori raccolgono meno della quantità autorizzata ogni anno per la sostenibilità;
  • Atlantic pollock: nel New England, negli ultimi anni, la pesca del merluzzo bianco è sostenibile, dopo la diminuzione della produzione con la pesca eccessiva. Questa specie è diversa dal pollock dell’Alaska, ma entrambe sono scelte sostenibili, la nuova produzione è considerata un grande successo ecologico, inoltre tra i consumatori non è molto conosciuto per cui nel 2014, è stato pescato solo il 26% della quantità pescabile;
  • Monkfish: la specie è stata dichiarata sfruttata nel 1999, per cui dal 2013 si adottano sistemi di pesca a gestione sostenibile, chiamata “l’aragosta del povero”, la rana pescatrice viene principalmente pescata per la sua coda dal sapore dolce. Negli ultimi anni, le nuove campagne di marketing promuovono la specie su altri mercati, per via della richiesta da parte di molti consumatori;
  • Whiting (Merlano): noto come nasello d’argento, è un’alternativa sostenibile al merluzzo bianco e una specie di pesce importante per l’ecosistema del Golfo del Maine, poiché funge sia da specie predatrice che da preda. Nell’Atlantico nordoccidentale, il nasello d’argento può essere trovato dal Golfo del Maine a Capo Hatteras nel North Carolina.

Acquacoltura: la pesca eccessiva ha raggiunto il  massimo nella metà degli anni ’80 e attualmente, anche se, la gestione è sostenibile per molte specie non è possibile raggiungere una produzione significativa, per questo alcuni pesci e molluschi sono allevati in acquacoltura. La domanda globale di prodotti ittici è aumentata in modo significativo dell’8,3% dal 1970.  Alcuni prodotti di acquacoltura sono locali e sostenibili, per esempio la produzione dell’azienda familiare Colorado Catch, della specie Colorado Catch Hybrid Striped Bass, una produzione annua che soddisfa circa il 50% della rischiesta di pescato del Colorado.

Fonte: Rivista Today’s dietitian, articolo Discover Local Fish

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