Una delle forme della vitamina B3 mostra la potenzialità di prevenire le lesioni acute renali

vitamina B3

La lesione acuta renale è una condizione spesso fatale senza trattamento specifico, colpisce fino al 10% degli adulti negli Stati Uniti e il 30-40% nelle popolazioni poco sviluppate. La malattia provoca accumulo di prodotti metabolici di scarto nel sangue e uno squilibrio di liquidi nell’organismo. Le lesioni renali acute possono verificarsi per eventi stressanti che mettono a rischio specialmente le persone ospedalizzate.

Un gruppo di ricerca multidisciplinare guidato dal dottore Samir M. Parikh del Beth Israel Deaconess Medical Center Nephrologist, ha dimostrato la potenzialità della vitamina B3 nel prevenire il danno renale acuto, pubblicato sulla rivista Nature Medicine e i risultati permettono ai medici di fare dei passi avanti verso la terapia accessibile e sicura per le persone a rischio.

Parikh e colleghi hanno scoperto che i livelli di NAD+, il composto chimico finale dopo l’ingestione della vitamina B3, diminuisce nei casi di danno renale acuto. ”Siamo stati in grado di rilevare un calo NAD+ nelle urine di persone ad alto rischio e si è scoperto che la vitamina B3 assunta per via orale ha tranquillamente elevato il suo livello” afferma il nefrologo Parikh, professore associato alla Harvard Medical School. ” Sono dei risultati preliminari ma suggeriscono che in futuro potremmo utilizzare un test non invasivo che misuri la concentrazione di NAD+ nel corpo e forse trattare il danno renale acuto ristabilendo la quantità del NAD+”.

Parikn insieme ad altri autori come Ali Poyan Mehr nefrologo della BIDMC, ha scoperto i cambiamenti metabolici associati al danno renale in un modello murino, osservando nelle urine la presenza di un’alta quantità di chinolina, un’intermedio del metabolismo poco studiato che forma NAD+ e ha evidenziato un possibile blocco dell’enzima chinolinato fosforibosiltrasferasi QPRT, responsabile della trasformazione del chinolinato in Nad+.

Questo blocco enzimatico spiega la deplezione del NAD+ quando c’è lesione renale acuta visto che elimina la capacità di produzione nel corpo. 

Gli scienziati hanno testato l’ipotesi usando il gene editing CRISPR per creare un modello di topo con QRPT ridotto e senza danno renale. I topi OGM mostravano una diminuzione del NAD+ con aumento del chinolinato urinario e la suscettibilità alla lesione renale,  stabilendo che l’enzima QRPT è mediatore della resistenza allo stress renale.

I successivi studi sull’uomo hanno identificato la presenza di un’alta concentrazione di chinolinato urinario nelle persone sottoposte a interventi chirurgici con rischio di danno renale acuto e hanno confermato il pattner metabolico in un altro studio su 329 persone a rischio ospedalizzate. Il team ha somministrato durante la fase 1 dello studio, alte dosi di vitamina B3 per via orale a 41 persone sottoposte a intervento chirurgico cardiaco, i risultati hanno mostrato che la biosintesi di NAD+ viene compromessa se è presente la lesione renale acuta.

”L’aumento dei livelli di vitamina B3 nell’organismo può essere utile e sicuro”, afferma Kamal Khabbaz capo di cardiochirurgia del Cardiac Surgery at the CardioVascular Institute at BIDMC, responsabile della sperimentazione clinica. ”Inoltre abbiamo dimostrato che l’esame delle urine può misurare questo deficit e predire esiti avversi, il rispristino del NAD+ potrebbe essere un’importante scoperta per la terapia di  persone a rischio di danno renale acuto anche se sono necessari altri studi per verificare questi risultati.

Fonte: A form of vitamin B3 shows potential to prevent acute kidney injury

 

 

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