Nutraceuticabioch.: Quercitina sotto i riflettori

Questo flavonoide riceve molte attenzioni, ma ci sono ancora più domande che risposte su i suoi effetti sulla salute?

La quercitina fa parte dei composti flavonoidi, presenti in tutti i cibi che abitualmente si consumano, influenza numerose azioni biologiche incluse l’attività anti-cancerogena, antinfiammatoria e antivirale, inoltre ha la capacità di ridurre la perossidazione lipidica e l’aggregazione piastrinica.

La quercitina rappresenta la maggiore percentuale di flavonoidi assunta con la dieta ed è molto studiata per via delle sue azioni benefiche per la salute, l’attività principale è quella di eliminare i radicali liberi e i ricercatori affermano che potrebbe prevenire malattie come il cancro e l’aterosclerosi e ridurre l’infiammazione cronica alla base di molte malattie e condizioni.

Quercetin (1)

I flavonoidi sono degli antiossidanti naturali, si trovano in alimenti comuni come il vino rosso, pompelmo, cipolle, mele, tè nero, verdure a foglia verde, broccoli, fagioli, ciliegie nere, grano saraceno, noci e forse con sorpresa i capperi che sono la fonte più ricca.

L’assunzione giornaliera di quercitina in una dieta occidentale tipica è stimata a 0-30 mg con una media di 4 mg, occorrono 100 grammi di cipolla rossa fresca per assumere 500 mg, pari alla quantità che si trova negli integratori.

La preparazione e la conservazione del cibo possono diminuirne la concentrazione, negli alimenti fritti e bolliti la quantità è bassa, l’ebollizione è responsabile della maggiore degradazione, ma nelle cipolle, anche alla temperatura di 100 gradi la concentrazione rimane stabile, tanto che si può affermare che la quantità degradata dipende dal tipo di cibo.

La quantità presente negli alimenti dipende dalla conservazione, per esempio le cipolle possono perdere dal 25 al 33% nei primi 12 giorni successivamente le perdite sono minori, nelle fragole conservate a -20 gradi per 9 mesi si è osservato un’aumento del 32%.

Il tipo e il luogo di conservazione influiscono sulla quantità, la maggiore concentrazione si verifica per esposizione ai raggi UVB, probabilmente per un meccanismo di difesa della pianta, la coltivazione nel Regno Unito produce ortaggi con una concentrazione minore rispetto al Sud Africa, per via dell’uso di serre che bloccano la luce UVB.

Le prove di laboratorio confermano gli effetti benefici ma non si conosce come si attivino i meccanismi antiossidanti dei flavonoidi e in che misura queste sostanze siano assorbite dall’organismo.

Studi recenti evidenziano che la maggior parte della quercitina viene escreta con le urine, una parte non esattamente quantificata, viene assorbita a livello intestinale e convertita in metaboliti, non si sa esattamente come la quercitina possa influenzare l’attività di alcuni tessuti e per quanto tempo, afferma Ginger Hultin, portavoce dell’Academy of Nutrition and Dietetics.

Uno studio ha rivelato che l’assunzione ripetuta di cipolla, una fonte importante di quercitina, accumula metaboliti nei tessuti e nel sangue, indicando la necessità di un consumo regolare per mantenere alti i livelli nell’organismo e il suo assorbimento aumenta in presenza di oli.

La conversione della quercitina nei metaboliti, deve essere considerato quando si parla di biodisponibilità, la loro formazione è chiave dell’azione antiossidante, i metaboliti possono funzionare meglio insieme che singolarmente, visto che hanno meno attività scavenging verso i radicali liberi rispetto alla quercitina, anche se alcuni di essi hanno attività antiossidante.

I risultati sui potenziali effetti della quercitina sulla salute sono incoraggianti ma incoerenti, non ci sono studi conclusivi afferma Hultin, poiché sono in numero ridotto, condotti su animali, con ampia variabilità di dosaggio e di standardizzazione, quasi sempre sono ricerche che si riferiscono al potere antinfiammatorio.

I ricercatori della Luis Pauling Istitute in Oregon, hanno scoperto l’azione antiossidante in provetta della quercitina ma non hanno stabilito i benefici umani, altre ricerche mostrano che la popolazione che assume elevate quantità di flavonoidi, ha in genere un rischio inferiore di malattie con infiammazione, la quercitina 9-11 nel cibo è sempre associato ad altri flavonoidi, rendendo quasi impossibile separare gli effetti.

Molti studi sui flavonoidi compreso quelli sulla quercitina, hanno mostrato sugli animali e in laboratorio, i potenziali effetti anti tumorali, con la capacità di limitare lo sviluppo della leucemia e delle cellule del cancro nel seno e nel fegato, ma è molto difficile valutare questi effetti sulle cellule umane, non ci sono prove che la quercitina abbia un’effetto antitumorale specifico e non associato agli altri flavonoidi, nell’organismo umano.

Ricerche sulle malattie cardiovascolari per la quercitina, hanno fornito risultati contrastanti, lo studio Zutphen olandese negli anziani, ha dimostrato che una dieta ricca di flavonoidi e quindi di quercitina, da un’incidenza più bassa di malattia coronarica e di ictus.

Sia gli studi sulla popolazione che quelli clinici, indicano che la quercitina può ridurre la pressione sanguigna, una recente metanalisi di studi randomizzati e controllati, ha rilevato un effetto significativo degli integratori di quercitina sulla pressione sanguigna alle dosi di 500 mg, tanto che potrebbero essere aggiunti alla terapia antipertensiva, ma occorrono studi di sicurezza che aumenterebbero fino a 60 volte la quantità dietetica per dimostrare gli effetti.

Una recente revisione di diversi studi, afferma che l’effetto antipertensivo è dovuto all’azione sull’elasticità vascolare, sul volume totale di sangue e sul sistema renina angiotensina.

Uno studio coreano del 2011, su uomini fumatori ha evidenziato che la quercitina ha ridotto in modo moderato il colesterolo LDL, aumentato le HDL e diminuito leggermente  la pressione sanguigna, in combinazione con altri flavonoidi della dieta, gli studi totali affermano che l’assunzione orale di 150- 730 mg al giorno da integratori, per 4-10 settimane ha effetti antipertensivi sull’uomo, bisogna però osservare se la quercitina della dieta associata ad altri flavonoidi abbia lo stesso effetto sulla pressione e se agisce sul sistema cardiovascolare.

La quercitina potrebbe essere efficace sulla prostatite non batterica, uno studio durato 1 mese, in doppio cieco, controllato con placebo, su 30 uomini con prostatite, ha testato che 500 mg di quercitina, due volte al giorno, può ridurre i sintomi rispetto al placebo, ma ci sono poche ricerche a riguardo.

Uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo ha testato l’azione della quercitina sulla resistenza fisica nella Athletic performance, i partecipanti erano 26 atleti di badminton che per 8 settimane sono stati distribuiti in modo casuale nel gruppo che assumeva quercitina in dose da 1000 mg e nel gruppo del placebo di 1000 mg di destrosio.

Il volume di ossigeno e il tempo di esaurimento TTE sono stati utili per misurare le prestazioni, si è osservato un’aumento TTE solo nel gruppo della quercitina.

Uno studio italiano ha evidenziato che supplementare 1 grammo di quercitina al giorno prima e dopo l’esercizio fisico, migliorava la resistenza dei globuli rossi all’ossidazione dell’attività muscolare, tuttavia le dosi erano superiori a quelle dietetiche.

Non c’è tossicità per la quercitina alimentare, solo pochi studi parlano degli effetti avversi degli integratori, specie per il trattamento a lungo termine, maggiore di 12 settimane con dosi molto alte intorno a 1 grammo al giorno o maggiori, si è osservato che la quercitina attiva il sistema microsomiale CYP 3A4, coinvolto nel metabolismo di molti farmaci e che questo flavonoide può interferire con alcuni di essi aumentandone i livelli nel sangue, per questo gli integratori devono essere assunti sotto controllo medico se si usano insieme ad altri farmaci come il Celebrex, Dilantin, Coumadin, Elavil, Paxil e Zoloft.

L’interazione dei flavonoidi e quindi della quercitina, è basato su studi animali che evidenziano un’effetto negativo sulla funzione renale e che le dosi molto alte di quercitina possono promuovere potenzialmente i tumori, specie di tipo estrogeno dipendente, una scoperta importante che permetterà di fare prevenzione prima dello sviluppo tumorale.

Lo studio sugli animali in gravidanza non danno risultati sull’effetto dannoso della quercitina e non ci sono studi che riguardano la gravidanza e l’allattamento umano. 

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