Nutraceuticabioch.: Micronutriente, iodio

All’inizio degli anni ’20, fu lanciato un programma volontario di iodizzazione del sale per aiutare gli americani a consumare una quantità adeguata di iodio. Un micronutriente essenziale che non si trova comunemente nel cibo, lo iodio è necessario per la sintesi degli ormoni tiroidei ed è fondamentale per lo sviluppo neurologico in utero, ma circa il 60% delle donne in gravidanza in tutto il mondo non soddisfa i requisiti OSM.

L’Organizzazione mondiale della sanità stima inoltre, che il 31,5% dei bambini di età scolare e circa 2 miliardi di persone in tutto il mondo non consumano una quantità adeguata di iodio.

Il 75% dello iodio corporeo è immagazzinato nella ghiandola tiroidea, consentendo di produrre ormoni necessari per i processi fisiologici, tra cui la crescita, la funzione riproduttiva, lo sviluppo celebrale, la guarigione, il metabolismo energetico, il SNC e la funzione tiroidea.

I supplementi di iodio sono usati per trattare diverse condizioni come la malattia fibrocistica del seno, le condizioni infiammatorie della pelle e sono usati come trattamento di emergenza per l’esposizione alle radiazioni.

L’attuale dose giornaliera adeguata è di 110 microgrammi per i bambini da 0-6 mesi e di 130 microgrammi per 7-12 mesi, 90 microgrammi per i bambini di età compresa fra 1-8 anni, 120 microgrammi tra i 9-13 anni e 150 microgrammi dai 14 anni all’età adulta, mentre in gravidanza e in allattamento la quantità rispettivamente è di 220 e 290 microgrammi.

Il livello massimo assunto tollerato è di 200 microgrammi per i bambini di 1-3 anni, 300 microgrammi dai 4-8 anni, 600 microgrammi dai 9-13 anni, 900 microgrammi dai 14-18 anni e 1100 microgrammi al giorno per gli adulti.

Lo iodio è naturalmente presente nell’acqua di mare e in quantità variabile nel suolo, il sale da tavola iodato e gli alimenti ricchi di iodio sono fonti affidabili ma i valori possono variare ampiamente. La maggior parte del sale utilizzato negli alimenti trasformati non è iodato, lo iodio non è elencato nel pannello dei valori nutrizionali, a meno che il cibo non sia stato fortificato con esso, non compare nemmeno nell’elenco della banca dati dei nutrienti USDA, lo iodio è anche disponibile come integratore e spesso è incluso nei supplementi multivitaminici.

Tra gli alimenti che contengono iodio c’è il salmone un’ottima fonte, la porzione di 85 grammi contiene 99 microgrammi, lo yogurt magro in un vasetto contiene 75 microgrammi, 1,5 grammi di sale iodato contiene 71 microgrammi, una tazza di latte magro 56 microgrammi, 2 fette di pane arricchito 45 microgrammi, 85 grammi di gamberi 35 microgrammi, un uovo 24 microgrammi, 100 grammi di tonno in scatola sottolio 17 microgrammi.

L’OSM stima che oltre il 30% della popolazione mondiale ha un’assunzione non adeguata di iodio, misurato dallo iodio urinario < 100 microgrammi, quando una persona ha carenza di iodio in base al livello ci può essere dal ritardo intellettuale al cretinismo, un grave ritardo mentale e fisico, recenti metanalisi suggeriscono che la carenza di iodio è un fattore di rischio per il cancro alla tiroide, alcuni ricercatori indicano che il deficit potrebbe essere collegato al tumore alla prostata, mammella, endometrio e ovaie.

I disturbi di carenza di iodio comprendono il ritardo mentale, ipotiroidismo, gozzo e altre anomalie di crescita e dello sviluppo.

Bassi livelli di ormoni tiroidei possono causare infertilità nelle donne e malattie autoimmuni della tiroide, aumentando così il rischio di cancro alla tiroide.

L’effetto più grave della carenza di iodio si ha in utero con danni al feto, ma si può avere anche un basso peso alla nascita e una ridotta sopravvivenza infantile, la carenza in gravidanza e nel bambino nei primi due anni può dare conseguenze cognitive negative, con alterazione dello sviluppo del linguaggio, nell’apprendimento e potenziali disturbi nel comportamento.

Anche una lieve carenza in gravidanza può dare impatto negativo a lungo termine sulla neuro cognizione fetale, nell’infanzia la carenza da minore prestazione intellettuale e motoria, il trattamento e la prevenzione comprendono integratori di iodio e sale iodato.

Le donne in gravidanza, lattanti e i bambini nei primi anni di vita sono i più sensibili alla carenza di iodio, anche se molte persone non sanno dell’importanza dello iodio durante questi periodi dell’arco della vita, può essere dannoso per lo sviluppo fetale, prima che i segni di carenza diventino evidenti.

Le verdure crucifere sono ricchi di goidrogeni che danno carenza di iodio, sono degli anti nutrienti che inibiscono la funzione tiroidea interferendo con il metabolismo dello iodio provocando gozzo e ipotiroidismo, ma le persone che assumono una dieta che contiene una quantità adeguata di iodio possono tranquillamente mangiare queste verdure, in una quantità normale.

Chiunque, in particolare le donne in età fertile, seguendo una dieta paleo potrebbero essere a rischio di carenza di iodio, l’uso di sale iodato può aiutare a colmare il gap presente, le persone che seguono una dieta vegana possono avere un maggiore rischio di carenza di iodio perché non consumano frutti di mare o prodotti lattiero – caseari, gli ortaggi marini e il sale iodato sono importanti fonti di iodio per queste persone.

Gli integratori di iodio sono probabilmente sicuri se assunti per via orale o se applicati sulla pelle nelle quantità raccomandate, l’assunzione eccessiva può causare sintomi simili alla carenza di iodio.

L’assunzione cronica di un’eccesso di iodio da cibi molto ricchi come le alghe, integratori e acqua ad alto contenuto può causare tossicità.

L’uso prolungato di supplementi di iodio senza controllo medico è potenzialmente pericoloso, gli effetti della tossicità da iodio sono nausea, diarrea, naso che cola, mal di testa e gusto metallico. Sono necessarie ulteriori ricerche sulla carenza lieve di iodio e sulla cognizione, inoltre è necessaria un’attenzione maggiore per aiutare le persone a comprendere e ad apprezzare l’importanza del consumo adeguato di iodio.

La iodizzazione del sale è una strategia importante per garantire livelli sicuri ed efficaci di consumo di iodio in tutto il mondo, ma deve essere bilanciato con il controllo e la riduzione dell’assunzione di sodio.

Micronutrients: Iodine

 

 

 

 

 

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