Nutraceuticabioch.: Gestire il diabete con la dieta MED.

La ricerca studia il modello alimentare mediterraneo per prevenire e gestire il diabete 2 compreso le patologie associate.

Le persone adulte in America con il diabete 2 hanno sempre una comorbilità e il 90% di essi alla diagnosi presenta più di una patologia associata, le condizioni più comuni sono ipertensione, sovrappeso o obesità, iperlipidemia e malattie cardiovascolari CVD.

Numerosi studi mostrano che la dieta mediterranea MED è adatta a ridurre il rischio di ipertensione, sovrappeso o obesità, iperlipidemia e CVD, le stesse patologie associate al diabete per cui è considerata la migliore dieta per il diabete 2018.

La dieta MED è un modello alimentare che serve a migliorare i fattori di rischio cardiovascolare nei diabetici come l’alto contenuto di colesterolo, trigliceridi e di pressione sanguigna con una dieta ricca di frutta, verdura, pane e altre forme di cereali, fagioli, noci, semi, prodotti minimamente lavorati e alimenti stagionali freschi locali.

Nella dieta MED l’olio d’oliva è la principale fonte di grassi, lo yogurt e i formaggi sono consumati in quantità moderata, le uova meno di quattro a settimana, la carne rossa circa due volte a settimana e il vino rosso un bicchiere durante i pasti.

La US News e World Report ha considerato la dieta Med la migliore dieta del 2018 per il diabete e migliore dieta in assoluto associata alla dieta DASH per ridurre l’ipertensione, gli studi dimostrano una relazione tra la dieta Med e il minor rischio di comorbilità quale ipertensione e dislipidemia nei diabetici, raccomandata dal 2013 come terapia nutrizionale del diabete dalla American Diabetes Association (ADA).

L’ipertensione non controllata è un fattore di rischio per l’infarto del miocardio, retinopatia e nefropatia ma solo il 33% delle persone diabetiche controlla la pressione alta.

Nella gestione del diabete bisogna riportare nella norma i livelli nel sangue di glicemia, il profilo dei lipidi e la pressione sanguigna che risulta essere uno dei fattori più importanti per ridurre la morbilità e la mortalità da diabete.

Lo studio del 2017 pubblicato dal The American Journal on nutrition condotto su 166 anziani australiani divisi in due gruppi alimentati con dieta Med e dieta abituale per 6 mesi ha evidenziato che la dieta Med portava a riduzione della pressione e migliorava l’attività delle cellule endoteliali.

Altri studi dimostrano l’efficacia di questa dieta anche nei casi di diabete gestazionale per esempio sono state monitorate 3800 donne con diabete in gravidanza, dopo un follow up di 18 anni si è concluso che la dieta Med aveva ridotto in queste donne il rischio di ipertensione del 30%.

La revisione 2016 del Europe Journal of Clinical Nutrition sugli studi randomizzati e controllati degli effetti della dieta Med ha analizzato la glicemia, la perdita di peso e i fattori di rischio cardiovascolare nei pazienti con diabete 2, la metanalisi ha considerato nove studi con un totale di 1178 pazienti per confrontare la dieta mediterranea di controllo con vari tipi di dieta da quella abituale a quella con basso contenuto di lipidi, a basso contenuto di carboidrati e la dieta ADA.

I pazienti che seguivano la dieta Med mostravano valori minori del colesterolo totale,  dei trigliceridi e della pressione mentre era più alto il valore di HDL con maggiore attività di recupero del colesterolo periferico, inoltre si evidenziava la normalizzazione della glicemia, dei valori d’insulina, dell’emoglobina glicata e del BMI associata ad una maggiore perdita di peso.

Lo studio PREDIMED controllato e randomizzato ha analizzato le persone con rischio di malattie cardiovascolari sottoposte alla dieta Med con basso contenuto di grassi principalmente da noci e olio d’oliva.

La dieta mediterranea confrontata con le altre diete quali dieta abituale, povera di grassi, povera di carboidrati e la dieta ADA ha dimostrato di aumentare le HDL e di favorire il trasporto delle LDL nel sangue con maggiore flusso vascolare.

Secondo il National Diabetes Statistics Report 2017 quasi il 90% delle persone con diagnosi di diabete sono sovrappeso o obese, molti studi dimostrano che una riduzione di peso migliora la glicemia, l’emoglobina glicata e i livelli dei trigliceridi in modo significativo; la dieta Med è associata alla diminuzione di peso e al miglioramento dell’emoglobina glicata in modo persistente per oltre 12 mesi.

La dieta Med è stata confrontata con le altre diete anche per evidenziare la capacità del mantenimento della perdita di peso per lungo periodo, le persone sottoposte a questo regime alimentare hanno perso peso dai 3 ai 7 kg in linea con i risultati della dieta a basso contenuto di carboidrati e della dieta ADA ma non con la dieta a basso contenuto di grassi dove la perdita di peso era dai 2 ai 4 kg, inoltre è migliorata la glicemia e i parametri di rischio cardiovascolare quali il profilo lipidico e l’ipertensione.

Il modello alimentare della dieta mediterranea che esalta i cibi della tradizione come frutta, verdura, cereali integrali, noci e semi, ricchi di fibre che regolano il peso corporeo e la  glicemia è in grado di ridurre le comorbilità associate al diabete come retinopatia, nefropatia e infarto.

Una recensione della rivista Metabolism su uno studio condotto su 137.000 pazienti afferma che seguire il regime alimentare Med riduce il rischio di diabete di tipo 2 fino al 23%.

I dati dello studio PREDIMED ottenuti dalla revisione di quattro studi di coorte e di 29 studi clinici pubblicata da Nutrition and Diabetes, indica che il consumo esclusivo nella dieta di grassi sotto forma di olio d’oliva riduce il rischio di sviluppare diabete 2 del 16% accertando che per ogni due cucchiai di olio d’oliva consumati ogni giorno si riduce il rischio del 9%; il miglioramento dell’emoglobina glicata ha evidenziato una  normalizzazione del metabolismo del glucosio e la riduzione del rischio di retinopatia diabetica del 43% rispetto ad una dieta a basso contenuto di grassi.

Lo studio pubblicato dal Journal of Diabetes Investigation dimostra che bere vino riduce il rischio di sviluppare diabete 2 del 15% con effetto protettivo per quantità non superiori a 85 ml al giorno, mentre alti consumi come anche alte quantità di birra e alcolici oltre i 23 grammi di alcol al giorno possono aumentare il rischio di diabete 2 .

Molte persone pensano che questo tipo di dieta non sia  facile da applicare alla vita di tutti i giorni, invece basta concentrarsi sui cinque passi della Eating Mediterranean Style con cibi tipici della zona del Mediterraneo.

La dieta Med fa parte dei tre modelli alimentari USDA consigliabili come le migliori diete 2015-2020 nelle linee guida americane, la pianificazione dei pasti è molto semplificata e negli USA viene indicata come stile mediterraneo promossa dalla sanità pubblica attraverso la conoscenza della piramide della dieta mediterranea che considera l’attività fisica e il gusto dei cibi, acqua e vino come principali bevande, piccole porzioni per frutti di mare, formaggi e yogurt e i dolci solo per speciali occasioni.

La dieta mediterranea viene divulgata anche attraverso la spiegazione della lista della spesa dietetica Med, il menù Med diet di quattro settimane e il glossario dietetico Med food.

Negli ultimi tempi si usano anche le ‘Formule del pasto’ che servono a far conoscere lo stile mediterraneo e a far capire come sia semplice applicare questo tipo di modello alimentare, nella Formula cena si parla spesso di porzioni di pesce con cereali e verdure per esempio il salmone con insalata burgul e broccoli arrostiti conditi con olio d’oliva oppure il branzino con riso di farro e insalata di cavolo condito con olio e parmigiano.

La formula snack comprende frutta fresca con formaggio artigianale o noci per esempio una pera fresca servita con parmigiano o noci (27 grammi) oppure fichi con 30 grammi di feta di latte di pecora o pistacchi, l’insieme del grasso e delle proteine della noce e del formaggio con le fibre del frutto non aumenta il picco glicemico importante per i diabetici.

Per aumentare l’aderenza alla dieta MED si deve far capire alle persone diabetiche il modello alimentare senza provocare equivoci, molte persone non riescono a comprendere la differenza fra la cucina occidentale della zona mediterranea e la dieta mediterranea sostenuta scientificamente che non include alcuni cibi come i grissini e i cibi fritti che sono molto ricchi di grasso, il piano dietetico Med considera solo i cibi genuini e minimamente lavorati ispirati alla tradizione con ricette semplici.

Bisogna ricordare alle persone i benefici per la salute della dieta Med, incoraggiare gli interessati a coinvolgere le persone più care nel seguire lo stile mediterraneo e gratificare quei pazienti che già mangiano frutta per dessert e olio d’oliva come principale condimento fornendo gli strumenti per attuare al 100% il piano dietetico in modo che possano cambiare il comportamento alimentare per tutta la vita.

Per il diabete non esiste un piano alimentare standard tuttavia la dieta Med è basato sull’evidenza di un modello alimentare che permette la prevenzione e la gestione del diabete 2 e delle comorbilità ad esso associato.

Quali sono i cinque punti chiave per intraprendere la dieta Med?

Il primo step riguarda lo stile mediterraneo cioè frutta e verdura alla base del regime alimentare considerandoli come parte principali di un piatto, alcune preparazioni hanno come ingredienti fondamentali il pomodoro a fette, peperoni arrostiti e cetrioli per esempio le carote abbinate a hummus di ceci e pita di cereali integrale libanese tradizionale.

Il secondo step riguarda i cereali integrali visto che questo modello alimentare considera un basso contenuto di carboidrati, per cui via libera ai piatti di riso e bungul con grano, farro e riso integrale.

Il terzo step riguarda la sostituzione dei grassi saturi di carne e di latticini con quelli omega 3  del pesce e monoinsaturi dell’olio d’oliva, noci e semi che aiutano a combattere lo stress ossidativo che genera malattie infiammatorie come il diabete 2.

Il quarto step riguarda il contenuto proteico che deve provenire da cibi sani come da legumi e dal pesce riservando quelle della carne molto ricca di grassi solo per occasioni speciali, si consiglia infatti di mangiare fagioli più volte a settimane, il quinto step indica l’arricchimento della dieta Med con spezie e erbe per aumentare la ricchezza dei sapori e diminuire il contenuto di sale.

Manage diabetes with the Med diet

La dieta mediterranea stimola i batteri del microbiota intestinale.

Lo studio del Wake Forest in North Carolina, dopo analisi di 30 mesi su persone sottoposte al regime alimentare della dieta Med, ha evidenziato l’incremento dei batteri del microbiota intestinale del 7%.

Nel ultimi anni ci sono stati molti gli studi sull’effetto benefico del microbiota intestinale non solo per favorire la digestione, un nuovo studio ha evidenziato che la Med diet può aumentare la diversità dei batteri del microbiota e incrementare i ceppi salutari intestinali probiotici del genere Lattobacillus; lo studio riguarda la dieta occidentale e la dieta mediterranea, i cibi coinvolti nelle due diete a confronto erano succo di frutta, verdure cotte, pesce, olio di pesce, farine di legumi e di frumento, burro, uova e saccarosio con un numero di calorie identico.

Bisogna considerare che nell’intestino sono presenti 2 milioni di batteri sia buoni che cattivi se non sono bilanciati la salute può risentirne, lo studio dimostra che i batteri buoni principalmente Lattobascillus si incrementano nell’arco di 30 mesi con regime alimentare Med.

L’identificazione del microbiota intestinale sia a livello qualitativo che quantitativo individuato dall’analisi delle feci ha mostrato un’aumento della diversità batterica nell’intestino nelle persone che avevano seguito la dieta Med inoltre i batteri benefici erano aumentati del 7% mentre con la dieta occidentale l’incremento era stato solo dello 0,5%.

Le ragioni dell’aumento di batteri benefici indotto dalla diet Med potrebbero riguardare il consumo di grassi salutari e di fibre da pesce e verdure che hanno nei confronti dei batteri intestinali un’effetto prebiotico, questi aspetti sono molto importanti visto che la crescita del microbiota legato al regime alimentare porterebbe alla riduzione del rischio di malattia cronica intestinale.

Mediterranean Diet Boosts Beneficial Gut Bacteria

La dieta mediterranea può proteggere dall’inquinamento atmosferico ?

Un recente studio ha evidenziato come la dieta mediterranea può ridurre il rischio di morte da inquinamento e malattie cardiovascolari.

La dieta mediterranea è considerata da sempre una panacea in grado di proteggere da tutti i mali poichè considera alimenti semplici e naturali come frutta, verdura, cereali integrali, olio d’oliva, pesce e pollame riducendo al minimo l’assunzione di carne rossa e gli alimenti trasformati per questo è ricca di molecole antiossidanti capaci di combattere i radicali liberi e quindi portare benefici alla salute.

Alcuni studi hanno sottolineato la relazione fra la dieta Med con la salute cardiovascolare,  l’aumento di peso con l’età, il minore rischio di sindrome metabolica, il diabete, il cancro al seno,  benefici al cervello, prevenzione di malattie celebrali a declino cognitivo e riduzione del rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer.

Lo studio condotto dal NYU School of medicine di New York evidenzia come l’aggiunta di antiossidanti alla dieta possa attenuare gli effetti negativi dell’esposizione ad alti livelli di inquinamento atmosferico.

Precedenti studi hanno dimostrato che i cambiamenti della dieta con aggiunta di antiossidanti possono attenuare gli effetti dell’inquinamento, negli ultimi anni si è dimostrato che la dieta può influenzare il rapporto dell’esposizione cronica agli inquinanti e gli effetti sulla salute, lo studio riguardava l’analisi dei dati del National Institutes of Health-American Association of Retired Persons Diet and Health Study .

Sono state seguite mezzo milione di persone in un periodo di 17 anni in sei stati quali la California, North Carolina, New Jersey, Florida, Louisiana e Pennsylvania e due città Atlanta e Detroit, monitorando l’esposizione agli inquinanti atmosferici tramite i parametri di particolato fine (PM2,5), protossido di azoto (NO2) e ozono (O3) in persone che seguivano la dieta mediterranea.

L’analisi dell’effetto della dieta mediterranea sulla morte per tutte le cause, per malattie cardiovascolari e per infarto, ha dimostrato che le persone che seguivano la dieta Med in modo minimo avevano un’incremento della rischio di morte per tutte le cause del 5% ogni parti per miliardo di aumento all’esposizione di NO2 e nelle persone che seguivano  dettagliatamente la dieta Med l’aumento era solo 2%.

Per quanto riguarda la morte per malattie cardiovascolari nelle persone che seguivano minimamente la dieta mediterranea si è riscontrato un’incremento del 17% per ogni 19 microgrammi per metro cubo di incremento del PM2.5 e un’aumento del 10% per ogni incremento d’esposizione di 10 ppb di NO2, mentre nelle persone che seguivano la dieta Med il rischio era solo del 5% ogni 19 microgrammo /metro cubo di esposizione a PM2.5 e 2% ogni incremento di 10 ppb di esposizione a NO2.

La morte per infarto aumentava del 20% per ogni aumento di 10 microgrammi per metro cubo di esposizione a PM2.5 nelle persone che seguivano minimamente la dieta mediterranea e il 5% per quelle che la seguivano in modo completo la dieta Med poi le morti per attacco cardiaco aumentavano del 12% per ogni singolo aumento di ppb di esposizione a NO2 nei meno aderenti alla dieta e solo il 4% nei follower più accaniti.

I risultati indicano che l’inquinamento atmosferico delle particelle dei combustibili fossili influisce negativamente nella salute producendo stress ossidativo e infiammazione ma sono state individuati delle limitazioni nello studi quale l’arco temporale molto ampio durante il quale le persone hanno potuto cambiare le abitudini alimentari ma anche la presenza nel campione in esame di molte più persone bianche ad alto reddito che non sono rappresentativi della popolazione statunitense, tuttavia l’analisi aggiunge informazioni sulla dieta mediterranea.

Can the Mediterranean diet protect against air pollution?

Di cosa parla la dieta mediterranea?

La dieta Med è uno schema dietetico semplice, gustoso associato ad uno stile di vita equilibrato che include ricette, modi di cottura, celebrazioni, costumi, prodotti locali e varie attività, questa dieta mostra molti benefici per la salute per via dello schema alimentare che considera i grassi non animali ma da olio d’oliva, noci e pesce e le quantità di macronutrienti da vari alimenti combinati per esempio le proteine dei cereali insieme alle verdure invece che le proteine della carne e l’elevata quantità di micronutrienti da verdure di stagione, erbe e spezie per questo la dieta Med è patrimonio dell’umanità UNESCO.

La piramide alimentare della dieta mediterranea comprende sia gli aspetti qualitativi che quantitativi, la forma tradizionale è stata aggiornata allo stile di vita attuale, alla base gli alimenti che sostengono la dieta e ai livelli superiori quelli che si devono consumare in quantità moderata, nella progettazione grafica sono inclusi gli elementi sociali e culturali caratteristici dello stile di vita mediterraneo poichè non bisogna dare importanza solo agli alimenti ma considerare il modo di selezione dei cibi, il modo con cui vengono cucinati, il modo di gustarli, la composizione e il numero di porzione dei pasti principali.

Per pasto uno o due porzioni di pane, pasta, riso, cous cous e altri preferibilmente di grano intero perchè ricco di magnesio, fosforo e altri nutrienti importanti come le fibre, le verdure devono essere presenti a pranzo e a cena in genere in una o due porzioni a pasto di cui una porzione cruda.

L’apporto di acqua giornaliera è 1,5 – 2 litri essenziale per mantenere l’equilibrio idrico corporeo anche se le necessità variano da persona a persona in base all’età, livello di attività fisica e condizioni ambientali.

Gli alimenti base della dieta mediterranea sono 10 divisi in:

  • la fonte principale di grassi aggiunti è l’olio d’oliva capace d’insaporire i piatti, ricco di vitamina E, beta-caroteni e acidi grassi monoinsaturi che aiutano a prevenire le malattie cardiovascolari
  • la frutta e la verdura devono essere consumati in modo molto abbondante visto che sono le fonti principali di vitamine, minerali, acqua e fibre con  5 porzioni giornaliere, ricchi di antiossidanti e di potassio capaci  di prevenire le malattie cardiovascolari e il cancro;
  •  consumo quotidiano di pasta o riso fonti di carboidrati che danno energia per svolgere le attività giornaliere, inoltre i cereali integrali forniscono fibre, vitamine e minerali in alta quantità;
  • gli alimenti minimamente lavorati freschi locali e i prodotti stagionali ricchi di aromi, sapori e con maggiore contenuto di nutrienti;
  • consumo giornaliero di prodotti caseari come yogurt e formaggi poichè sono ricchi di proteine, calcio, fosforo e vitamine, i prodotti caseari  fermentati come lo yogurt sono associati a benefici per la salute e contengono microrganismi vivi che migliorano l’equilibrio della flora intestinale;
  •  la carne rossa che deve essere consumata con moderazione principalmente come stufato e la carne lavorata deve essere assunta in piccole quantità nei panini o altri piatti, la carne contiene proteine, ferro e grasso animale, un consumo eccessivo non è salutare per cui le porzioni devono essere in quantità limitate preferendo la carne magra accompagnata da un contorno di cereali o verdure;
  • il consumo abbondante di pesce e moderato di uova, i pesci grassi devono essere consumati una o due volte a settimana, contengono un’alta percentuale di acidi grassi omega 3 che li rendeno ottimali per la prevenzione di malattie cardiache, le uova sono ricche di proteine di alta qualità, grassi, vitamine e minerali che rendono l’alimento completo, mangiare tre o quattro uova a settimana è una buona alternativa al pesce e alla carne;
  • l’acqua è la scelta principale del regime dietetico mediterraneo e il vino deve essere assunto in quantità moderata durante i pasti per fornire benefici;
  • l’attività fisica giornaliera per rimanere sempre attivi.

 

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